Michele Santoro

(foto: Marco Merlini)

Il direttore generale della RAI, Mauro Masi, ha disposto la sanzione disciplinare della sospensione di 10 giorni per Michele Santoro, perché quest’ultimo ha osato criticarlo nel suo editoriale del 23 settembre, intitolato significativamente: “La Libertà” (da vedere, se non l’avete già fatto) e per aver osato dire (reggetevi forte): “Ma vaffa… un bicchiere“.

Raccomando vivamente la visione di tale editoriale, perché oltre alla polemica del caso particolare (ovvero la sacrosanta critica per tutte le azioni di disturbo e di mobbing che la RAI ha messo in atto) la ritengo una lezione di libertà. E quì non stiamo parlando solamente della libertà di stampa, ma della Libertà tout court. Una libertà che si nutre e si fa forte delle regole dello stato di diritto e non si fa intimidire dal potente di turno.

È proprio questo che mi piace di Santoro, al di là delle sue capacità professionali (che io reputo di altissimo livello): la forza quasi sfacciata nel pretendere che venga rispettata la legge,  che vengano rispettate le norme che tutelano diritti fondamentali, la libertà di stampa, lo statuto del lavoro. Ammiro la sua pervicacia nell’andare avanti in un ambiente apertamente ostile, con le unghie e con i denti, ma soprattuto con la forza del diritto.

Infatti il suo programma era stato cancellato dalla RAI il 30 ottobre 2002 “per motivi di tutela aziendale”, dopo il famoso editto bulgaro di Berlusconi, ma il tribunale del lavoro nel 2005 ha stabilito che Santoro dovesse essere reintegrato e ha condannato la RAI ad un risarcimento di un milione e quattrocentomila euro (invito a riguardare l’apertura di Sciuscià dopo l’editto bulgaro: Santoro canta la famosa canzone partigiana “Bella ciao” in maniera stanca e frammentata, una scelta di denuncia graffiante e di forte impatto emotivo… 10 e lode!).

Dalla riapertura nel settembre del 2006 il suo programma, Anno Zero, ha sempre suscitato critiche da parte dei partiti di centrodestra e, in seguito alla rielezione di Berlusconi, innumerevoli tentativi di sabotaggio e di censura.

Il 14 marzo 2010, grazie ad uno scoop di Antonio Massari del Fatto Quotidiano, sono state pubblicate delle intercettazioni disposte dalla procura di Trani, in cui Silvio Berlusconi esercitava pressioni indebite su  Giancarlo Innocenzi, membro dell’Agcom, e sul dg Mauro Masi per bloccare Anno Zero.

Inoltre, sempre per colpire Santoro e la sua trasmissione, durante il mese precedente alle elezioni regionali del 29 marzo 2010, la RAI ha bloccato tutte le trasmissioni di approfondimento politico. Un assurdo logico: proprio nel momento in cui c’era un maggior bisogno di confronto fra esponenti politici, il servizio pubblico ha deciso di mettersi il bavaglio.

Santoro reagì anche in quella occasione, ed organizzò, grazie al patrocinio del sindacato della stampa, un evento senza precedenti nella storia della comunicazione italiana: “RAI per una notte“, una punta speciale organizzata in un palazzetto dello sport di Bologna e trasmessa attraverso una serie di televisioni locali e soprattutto attraverso la rete internet.

Ammiro in Santoro la sua irriverenza, al limite dell’aperto disprezzo, nei confronti di un organismo come l’Agcom, Autorità Garante per le telecomunicazioni, in quanto espressione della lottizzazione partitocratica piuttosto che vero organismo di garanzia. Di questa irriverenza sono destinatari anche i numerosi vertici aziendali, a partire dal dg Masi, considerati meri portavoce delle istanze dei partiti politici.

Voglio concludere con questa citazione dalla conferenza di presentazione del 22 settembre 2010 :” La libertà è una cosa che noi perdiamo un pezzetto alla volta“.

Ricordiamolo, perché questo vale anche al di fuori della televisione.

(P.S. Nella puntata di oggi 14 ottobre, c’è un altro bellissimo esempio di inno alla libertà: l’intervento di Vauro che cita la meravigliosa canzone di Giorgio Gaber, la libertà appunto. Per chi conosce Gaber, il solo citarlo provoca una grandissima emozione. All’istante si apre uno squarcio sui temi di alto valore etico, civile e morale che questo cantautore ha portato avanti durante tutta la sua vita. Di nuovo, una scelta stilistica che senza l’uso di molte parole ha un forte impatto emotivo e fa riflettere!)

(P.S.2: oggi, 15 ottobre, la sanzione nei confronti di Santoro è stata sospesa in attesa del pronunciamento dell’arbitrato. Le prossime due puntate di Anno Zero non salteranno.)

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