Noi e i Rom

Voglio segnalare questo articolo di Furio Colombo sul fattoquotidiano.it per ritornare sulla questione Rom, già accennata nel precedente post “Cronache da un mondo sconnesso“. L’articolo analizza le dinamiche politiche (ed anche psicologiche) che hanno portato all’espulsione dei Rom dalla Francia, per giungere a questa conclusione: “Niente sofismi, sui Rom è razzismo“.

Ovviamente Berlusconi si è precipitato ad appoggiare Sarkosy e la sua politica razzista, non sia mai detto che qualcuno tolga all’Italia il primato della vergogna… Ma questo non ci sorprende, visto che ben conosciamo la levatura morale ed intellettuale di Berlusconi e dei suoi alleati leghisti.

Più importante per me è affrontare il tema del nostro razzismo, dei nostri pregiudizi e dei danni che ne derivano. “Gli zingari rubano, gli zingari sono sporchi, gli zingari sequestrano i bambini e li mandano ad elemosinare…”. Ci saranno pure stati casi di cronaca in cui i Rom abbiano commesso tutti i crimini più efferati della terra. Ma è fin troppo facile generalizzare quando un gruppo etnico è così distinto dal resto della popolazione e quando la sua diversità è percepita come una minaccia. Al contrario, quando sentiamo di crimini commessi da italiani, di violenze spesso perpetrate all’interno dei nuclei familiari, non pensiamo che tutti gli italiani siano stupratori o assassini semplicemente perché conosciamo tante altre brave persone fra di noi.

Un punto importante è proprio questo: la conoscenza o l’ignoranza fanno la differenza fra l’accoglienza e il disprezzo. Noi non conosciamo i Rom, non ne possiamo apprezzare gli usi e costumi, le storie, la musica, la lingua, la cucina  e quant’altro. Conosciamo solo quello che c’è scritto sui giornali, spesso per casi di cronaca nera o di emergenza abitativa.

La paura del diverso è una brutta bestia. Lo è già di per sé, per tutto il carico di cattivi sentimenti che provoca in chi la prova e soprattutto in chi ne è vittima.

Ma quando questo humus di ignoranza e di paura viene strumentalizzato da una cattiva politica si arriva a risultati ancora più paurosi ed inumani.

Pensiamo ai respingimenti in mare; pensiamo ai profughi abbandonati nel deserto libico. Pensiamo a tutti quegli atti di aggressione nei confronti dei diversi, siano essi stranieri, zingari, ebrei, barboni o quant’altro.

Pensiamo all’espulsione dei Rom dalla Francia.

E ricordiamoci che, non a caso, nei campi di sterminio nazisti ci finivano tutti i “diversi”: ebrei, Rom, gay, invalidi, oppositori politici. Il richiamo al basso istinto della paura deve essere molto forte se qualcuno è riuscito a convincere il popolo tedesco, un popolo che aveva espresso tra le più alte vette della cultura europea nella filosofia, nella musica, nella letteratura e nelle scienze, che fosse giusto uccidere il diverso.

 

Aggiornamenti:

Video sulle contraddizioni del comune di Milano nella gestione dei campi Rom, 11 novembre 2010 (9:34).

 

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