Mignottocrazia

Oggi, 9 settembre 2009, abbiamo una nuova puntata della saga MIGNOTTOCRAZIA (termine intramontabile coniato da Paolo Guzzanti).

Da un’intervista di Klaus Davi alla deputata Angela Napoli:

Davi: “[…] con questo sistema elettorale bloccato […] la prostituzione può diventare un criterio di scelta per entare in parlamento, lei lo esclude?” Napoli: “No, no, NON LO ESCLUDO, purtroppo può essere vero […]. E’ chiaro che, essendo nominati, se non si punta sulla scelta meritocratica, la donna spesso è costretta, per avere una determinata posizione in lista, anche a prostituirsi o comunque ad assecondare quelle che sono le volontà del padrone di turno.”

Apriti cielo!!! Si sono levate le immancabili proteste dei gigli di campo che si sono sentiti offesi dal ragionamento/denuncia dell’on. Napoli. C’è chi annuncia addirittura querela. Ma lasciamo perdere gli starnazzamenti e andiamo al sodo.

Qual’è la novità? E’ forse la prima volta che sentiamo parlare di questo??

Iniziamo dalla denuncia di Paolo Guzzanti:Mignottocrazia e’ la corruzione che ottiene potere in cambio di favori. Ci sono anche casi di mignotte per sesso, ma io volevo denunciare quegli uomini che ottengono potere compiacendo il potente: in questo senso, le piu’ grandi mignotte sono uomini, io non volevo fare semplicemente un’allusione sessuale. Speravo che da Berlusconi venisse una rivoluzione liberale, insieme a molti altri intellettuali come Adornato, il povero Colletti, in fondo mignotte anche noi. E ora io sono una mignotta delusa, per restare alla metafora: Berlusconi ha voluto portare al potere il modello del potere aziendale, esautorando un Parlamento che non conta piu’ nulla”. (ANSA, 20 Nov 2008) (chi volesse approfondire può leggere queste pagine del blog di Guzzanti)

Come dimenticare il “Ciarpame senza pudore” denunciato da Veronica Lario, intervenuta nel dibattito iniziato dalla Fondazione Farefuturo sull’opportunità di candidare delle veline nelle liste per le elezioni europee del 2008?

E ci siamo dimenticati delle polemiche in seguito alla nomina di Mara Carfagna al ministero delle pari opportunità? Epico fu l’intervento di Sabina Guzzanti a Piazza Navona, 8 luglio 2008, quando urlò la sua (e nostra) indignazione per il fatto che un ministro per una funzione così importante fosse scelto “…solo perché ti ha succhiato l’uccello!!

Ancora: vi ricordate quando l’appena maggiorenne Noemi Letizia in un’intervista sul Corriere del Mezzogiorno del 28 aprile 2009 alla domanda: “Che cosa vuoi fare da grande?” rispose:
«La showgirl. […] Mi interessa anche la politica. Sono pronta a cogliere qualunque opportunità, a trecentosessanta gradi. Ma non scenderò mai a compromessi». E, poco dopo:

Noemi, quando la vedremo in politica, alle prossime regionali?
«No, preferisco candidarmi alla Camera, al parlamento. Ci penserà Papi Silvio».

Indimenticabile anche l’intervento di Beppe Grillo alla commissione affari costituzionali del senato il 10 giugno 2009, al minuto 2:50: “Sei persone hanno deciso i nomi di chi doveva diventare deputato e senatore; hanno scelto 993 amici, avvocati e, scusate il termine, qualche zoccola e li hanno eletti“.

Quando si dice il dono della sintesi…

Insomma, prestazioni sessuali o meno, mi sembra chiaro che i criteri di selezione della attuale “classe politica” siano a dir poco sconcertanti.

In ogni caso voglio sottolineare due ultimi punti.

1) L’on. Angela Napoli ha espresso una sua OPINIONE sull’attuale legge elettorale e sulle degenerazioni che ne possono derivare. Ne ha diritto in quanto cittadino (articolo 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.) e in quanto parlamentare (articolo 68: I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.)

2) Penso che la prostituzione, intesa come il mestiere più antico del mondo, dovrebbe essere regolamentata e tutelata (la prostituzione intellettuale è un’altro discorso…) Chi offre liberamente prestazioni sessuali in cambio di denaro non commette nessun reato, ma svolge un lavoro onesto. E’ il caso di abbandonare tutte le ipocrisie ed affrontare seriamente il problema, riconoscendo  che la prostituzione è un fenomeno largamente diffuso e forse necessario nella nostra società. Il che ci darebbe la possibilità d’intervenire su crimini come la tratta delle schiave, l’induzione e lo sfruttamento della prostituzione che sono ottime fonti di guadagno per la criminalità organizzata, così come lo è il commercio delle droghe.

Mi dispiace che il termine prostituta e tutte le sue varianti dialettali siano ancora usati come sinonimo di insulto: io stesso l’ho usato in questo senso nel titolo di questo post per stigmatizzare il becero maschilismo che sta alla base di questo malcostume (a tal proposito, consiglio la visione del documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo) .

Un malcostume che è una componente importante del berlusconismo e di cui parlerò nel post dedicato all’imbarbarimento della società italiana.




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