Maurizio Chierici: la preghiera del santo razzista

Vorrei consigliare la lettura di questo articolo di Maurizio Chierici, autore che riesce a conciliare la leggerezza e la bravura stilistica con la scelta di temi e notizie che sono dei veri e propri cazzotti nello stomaco

LA PREGHIERA AL SANTO RAZZISTA
di Maurizio Chierici
“Il perbenismo è la “ virtù “ perduta della provincia che non c’è più perché la metropoli globale accende ovunque le stesse vetrine. Solo la microstoria tutela le differenze. Storia del Nord-Est, emigrazioni stracciacuore: Belgio delle miniere, Germania facchini e gelati, Francia contadina. Sono tornati con la tenacia del diventare padroncini e poi padroni con figli e nipoti che si arrabbiano quando il razzismo delle loro leghe diventa la maschera di Diego Abatantuono in “Cose dell’altro mondo”. Sorrisi di un’Italia così diversa dai piccoli borghesi di Mario Monicelli. Ma i teologi della xenofobia fanno sul serio: affidano alla devozione del santo del giorno il miracolo della difesa della razza. Santi del calendario della Chiesa, ma anche divinità pagane. Quando Eolo può dare una mano, l’olimpo dei greci va bene. “Soffia Eolo, soffia. Pare che nel canale di Sicilia solo tu stia facendo il tuo dovere: raffiche oltre i venti nodi e mare forza cinque. Gli altri non lo fanno, la Marina militare in crisi di identità pensa di essere la Croce Rossa e il ministro leghista che ho votato e in mancanza di meglio rivoterò, Roberto Maroni, ormai mi sembra un Nichi Vendola coi baffi (‘Sono rifugiati, non li possiamo rimpatriare’), insomma, si è preso anche lui il morbo dell’accoglienza, malattia terribile che trasforma i tutori dell’ordine in gestori di campeggi. Ci sei rimasto solo tu, Eolo, unica forza di interposizione fra una civiltà impotente e una barbarie invadente, allora ti prego di soffiare”. Eolo lo accontenta: 120 morti in una settimana. Le Preghiere al santo del giorno, Camillo Langone le recita su “Il Foglio” di Ferrara, ateo devoto. Dedica il 2 agosto al perdono di San Francesco, con qualche rimprovero. “Tu che andasti in Oriente cercando di convertire il Sultano, hai visto che i tuoi fratelli in Occidente si stanno facendo convertire dai figli del Sultano? I fratelli francescani dei refettori milanesi… si sono piegati al Ramadan e in questi giorni distribuiscono i pasti al tramonto. Con la complicità, immagino, di volontari convinti che di solo pane viva l’uomo. E la parola di Dio? Il pane che è solo pane e nient’altro che pane è una vecchia idea del diavolo: a te non devo certo ricordare Luca 4,3, ai tuoi cappuccini invece bisogna. I francescani distributori di carità senza verità sono agli antipodi di chi, come me, distribuisce verità senza carità e se avesse una pagnotta di troppo piuttosto che a quelle mense la darebbe ai maiali”. Fervente nelle file di Comunione e liberazione, si rivolge alla Madonnina per ringraziarla dell’arrivo del cardinale Scola. “Mi commuove l’idea che a Milano ci sia un arcivescovo cattolico. Non succedeva dal 1979. Ormai non ci speravo quasi più, pensavo che dopo Martini e Tettamanzi sarebbero arrivati direttamente i loro imam e buona notte. Madonnina”. Langone appartiene a una famiglia giramondo. Apre gli occhi a Potenza e gira le città del Nord quando i cartelli sui portoni ispirano il Bossi in cerca di lavoro: “Non si affitta ai meridionali”. Dei Cl ammira il senatore Farina, Betulla dei servizi segreti. Gastrospiritualista, disperde consigli a proposito della mortadella doc ne “Il Domenicale” di Marcello Dell’ Utri “anima culturale del centro destra”. Dopo il massacro di Oslo, declamando le parole di Borghezio, un giovanottone di Treviso manda all’ospedale un senegalese: gli rompe la gamba perché non gli risponde in dialetto. Allora non è vero che gli italiani sono distratti: raccolgono e non dimenticano le parole dei loro profeti. Langone prega per loro, Abatantuono no.”

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