Flavia Perina epurata


“Cacciata Flavia Perina. Il Cavaliere ha il “Secolo” tra le mani”

(di Alessandro Ferrucci, il Fatto Quotidiano, Mercoledì 23 Marzo 2011)

Tocca a Flavia Perina. Cacciata, fuori dalla porta, senza neanche un grazie. La forma non serve, in questo caso. Conta la sostanza, conta raggiungere l’obiettivo: ripulire il Secolo d’Italia dai finiani, normalizzarlo, riconsegnarlo al Caimano. “Ci provavano da mesi e da settimane aspettavano solo il momento giusto – racconta la stessa Perina –. È arrivato, e con una lettera consegnatami in mattinata da una segretaria: non hanno avuto neanche le palle di chiamarmi, di comunicarmelo di persona. Si sono nascosti dietro un foglio di carta, siamo alla vigliaccheria pura. Ma in fin dei conti è il loro stile. Sa qual è il punto?”.   Prego. “Si sono accaniti su una ‘pulce’. – continua la finiana – Silvio Berlusconi possiede tv, giornali, riviste. Ha tutto. Eppure ha puntato su di noi, ha voluto in tutti i modi eliminare una piccola voce dissenziente. Pensante”.    Andiamo ai numeri. Il quotidiano nato negli anni ’50 e diventato   nel 1963 organo ufficiale del Movimento sociale, viaggia sulle 3.500-4.000 copie al giorno, con una redazione di quindici giornalisti. Negli ultimi due anni il suo deficit è passato da due milioni e mezzo di euro a circa seicentomila grazie a tagli, prepensionamenti e cassa integrazione. Niente a confronto de il Giornale. Il quotidiano di casa Berlusconi ha 131 giornalisti, un rosso di 17.7 milioni di euro (al 2009), 181 mila copie giornaliere e 2 milioni e seicentomila euro accantonati solo per le querele. Altra storia insomma. “Eppure siamo qui – interviene Raisi, fino a febbraio amministratore unico del Secolo – con questi soggetti pronti a ribaltare tutto. A conquistare. Quanto fatto è una vergogna per la libertà di stampa e una macchia indelebile per una comunità umana e politica che da oggi si confronterà solo nelle aule di tribunali”. Avvocati, accuse, carte bollate, lettere, proclami   di fondare una nuova testata: normale iter per ogni divorzio sofferto. Il punto, secondo Raisi, è quello di un “cda nominato illegittimamente”, per la Perina “anche l’assenza di un piano editoriale, la nomina di un altro direttore: tutti fattori che porteranno alla fine della testata”. Si vedrà. Intanto è arrivata immediata la solidarietà dell’“epurato” più celebre, Gianfranco Fini, quella della Federazione nazionale della stampa e di parte del Pd. Silenzio dal Pdl. Almeno ufficialmente: “In privato mi hanno chiamato   . – racconta la Perina – Chi? Non posso dirlo, decreterei la loro fine politica!”. Mentre dagli ex camerati manifestazioni di giubilo, con Storace in testa: “Ora che non dirige più il Secolo, a Futuro e Libertà gli rimane da cantare bella ciao”. Tutto serve a chi deve accreditarsi con il Caimano.”

Alla Perina è stato offerto di tenere una rubrica settimanale intitolata “D’altro canto” «per consentire anche argomenti in dissenso rispetto alla linea editoriale»…

Ecco la sua risposta.

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