MinCulPop

 

Il senatore Alessio Butti (Pdl)

Il senatore Alessio Butti (Pdl)

“Ma, scusate, non si fa prima a reintrodurre la sana vecchia censura? Come si chiamava? MinCulPop, con rispetto parlando per le signore… E che cavolo! Sarebbe più facile, no? Invece di inseguire regolamenti cavillosi, che francamente è pure difficile inventarsi!  Certo che ‘sta democrazia è proprio un impiccio, vogliono tutti avere ragione: non si riesce propio a fare niente! (Lo volete capire? Abbiamo vinto NOOI! e ora decidiamo tutto NOOI! E chissenefrega di quel codice bolscevico che è la Costituzione).


E invece no: ci dobbiamo ridurre a scrivere  ‘sti regolamenti ridicoli  tipo: ” Chi ha il cognome che finisce per -antoro non può condurre programmi di approfondimento politico”, oppure: “Chi ha il cognome che finisce per –ravaglio non può fare editoriali in TV”. Che poi si capisce subito con chi ce l’abbiamo, no? È uno stress, s’incazzano tutti! (*)”


(* monologo interiore del senatore Alessio Butti Pdl, raccolto in sogno  da me, grazie alle mie capacità divinatorie)

………………………


Vabbe’, facciamo il riassunto delle puntate precedenti:

 

11 Febbraio 2011:

 

“Il senatore Alessio Butti (Pdl) ha presentato in Commissione di Vigilanza un testo per l’atto di indirizzo sul pluralismo che sarà votato la settimana prossima.[…]
Quattro i punti più sensibili. Primo: se un programma tratta un argomento il lunedì (Porta a Porta), chi va in onda nei giorni successivi deve fare altro “almeno nell’arco di otto giorni”. (Norma anti Annozero, Ballarò). Secondo: quando c’è “un opinionista che esprime una tesi è indispensabile garantire uno spazio adeguato a chi ha sensibilità culturali diverse”. (Norma anti Marco Travaglio). E quindi: doppio editoriale, doppio conduttore. Terzo: non utilizzare la satira per fatti di attualità [!!!! ndr]. (Norma anti Parla con me). E quarta: “Non può essere consentita la conduzione a chi ha interrotto la professione giornalistica per assumere ruoli politici”. (Norma anti Michele Santoro, ex parlamentare europeo).”
(da “SCURE FINALE” di Carlo Tecce, il Fatto Quotidiano, 12 febbraio 2011)
…………………………

Ora che alla RAI verranno Giuliano Ferrara e Vittorio Sgarbi, personaggi che hanno avuto diversi incarichi politici, le regole vanno cambiate in fretta e furia (per maggiori informazioni sul futuro palinsento della RAI leggete questo post di Nonleggerlo). In più Ferrara avrà lo spazio che fu di Enzo Biagi: cinque minuti di monologo senza contraddittorio, subito dopo il tg1!!
(“Cavolo, come facciamo adesso?? Forse si può stabilire che
le regole del contraddittorio non si applicano a chi ha il cognome di una città Emiliana e pesa più di 100 chili…(*)”)

Allora ecco le nuove mosse di Butti: una settimana a rotazione tra conduttori di destra e sinistra. Geniale, eh!!??
“Per evitare il determinarsi di una evidente posizione dominante da parte di alcuni operatori dell’informazione rispetto ad altri, la Rai valuti l’opportunità di sperimentare l’apertura di altri spazi informativi o di approfondimento affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedì e giovedì), alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti secondo una equilibrata alternanza settimanale”

Nel frattempo, siccome l’informazione non è importante, il Secolo d’Italia di Flavia Perina viene addomesticato con un nuovo Cda di fede berlusconiana (di cui Butti fa parte), mentre il giornale FfWebMagazine di Filippo Rossi viene chiusoper motivi economici”.

Ma guarda che coincidenza

(PS per l’onorevole Butti:  guardi che scherzavo, il suo “monologo interiore” me lo sono inventato io, sa? Era un artificio retorico per fare della SATIRA, ha capito? E la satira fa parte della LIBERTÀ DI ESPRESSIONE, tutelata dall’articolo 21 della nostra Costituzione. Fino a quando non riuscirete a cambiare anche quello, si deve rassegnare. Non si sa mai che le venga in mente di chiedermi milioni di euro di risarcimento, o peggio, di mandarmi a casa la Digos, come capitato ad altri blogger…)

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One response to “MinCulPop

  1. Poveri noi, mamma mia. Bel post comunque 🙂

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