Lampedusa

Ci sono cose più importanti delle nostre vicende interne; delle violazioni della Costituzione; degli scontri istituzionali; dell’indecenza dei nostri politici; degli scandali; dei processi civili e penali.

Ci sono cose sicuramente più importanti del nostro degrado culturale, del nostro rimbambimento televisivo; della perdita dei  nostri valori fondanti, scambiati con gli specchietti  per le allodole della civiltà del consumo e dell’immagine.

Ci sono cose forse ancora più importanti della nostra crisi economica; dei rischi di bancarotta dello Stato; dei rischi della zona Euro; del declino delle nostre imprese; della disoccupazione giovanile; dell’istruzione e ricerca al lumicino; dell’ambiente degradato; del patrimonio culturale in rovina.

Prima e al centro di tutto c’è l’essere umanano e il nostro dovere di assistere chiunque si trovi in difficoltà: dare acqua, cibo, cure mediche, riparo, vestiti. E nello stesso tempo gestire un’emergenza umanitaria che rischia di abbattersi su di una popolazione impreparata e con risorse limitate.

Su queste cose non si dovrebbe neanche discutere: si interviene. E dopo che la crisi sarà passata ci si potrà interrogare su quali  siano  le cause e quali le possibili soluzioni.

(P.S.: leggi anche il primo post di questo blog (28 agosto 2009), dedicato allo stesso argomento.)

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