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La giornata nazionale degli stati vegetativi

Non ci posso credere, leggete quì:

LA GIORNATA DEGLI STATI VEGETATIVI È UNO SCHIAFFO A BEPPE ENGLARO
Per Ignazio Marino l’iniziativa di oggi “è una violenza”
di Caterina Perniconi (il Fatto Quotidiano, 9 febbraio 2011)

“Non è potuta morire in pace, né adesso la lasciano riposare in pace. Oggi, secondo anniversario della scomparsa di Eluana Englaro, ricorre la giornata nazionale degli stati vegetativi, celebrazione indetta dal Consiglio dei ministri, su proposta del sottosegretario Eugenia Roccella. Non bastavano, per Beppe Englaro, le urla in Senato il giorno della morte, o le leggi dell’ultimo minuto che hanno cercato in tutti i modi di bloccarlo. Ancora una volta la politica è entrata nella vita della famiglia di Lecco, che ha definito questo ennesimo gesto di sfida “indelicato e inopportuno”.

Altro che “indelicato e inopportuno”, è mostruoso! Ma cosa gli è venuto in mente?? Volevano fare un dispetto a Beppino Englaro e alla sinistra? Volevano portare avanti una campagna pro-vita (tradotto: leccare il culo al Vaticano ed attirare i voti dei cattolici più oscurantisti)?

Se l’intento era difendere la “sacralità” della vita, dal concepimento alla sua fine, io gli posso proporre delle mie idee che farebbero il paio con la giornata nazionale degli stati vegetativi:

1) Giornata nazionale dell’AIDS, perché usare il preservativo è un peccato (anche se ultimamente Ratzinger ha scoperto che i preservativi possono essere utili…). Questa giornata potrebbe essere celebrata in tutto il mondo, specialmente in Sud Africa.

2) Giornata nazionale dello stupro, che può collegarsi al vero male della nostra società: l’aborto. Già immagino l’appello: “Donne stuprate, non abortite! Non pensate al torto che avete subito (che poi andrebbe contestualizzato, come direbbe mons. Fisichella: dopo una intensa giornata di lavoro, anche gli uomini avranno il diritto di rilassarsi come meglio credono o no? E poi, diciamolo, voi donne li avrete sicuramente provocati, perché siete degli esseri immondi e peccaminosi, ricettacolo di lussuria e inganni). Donne stuprate: pensate al torto più grave che state per commettere: l’aborto, ovvero l’omicidio!! Come potete essere così spietate?”

3) Giornata nazionale della malattia terminale, per celebrare il rito della sofferenza (la frase fra virgolette, giuro, l’ho letta su un ascensore del San Raffaele a Milano).
Slogan: “Accompagnare con pietà e rispetto il dolore dei malati e delle loro famiglie, facendo di tutto per alleviare le loro sofferenze”
Tradotto: accanimento terapeutico ad oltranza, che finisce per sostituire una morte drammatica ma umana, con una morte asettica e inumana, quando si  “stacca una spina“.  (Vuoi mettere quanti più soldi si fanno con questi trattamenti ospedalieri?)
Riguardo all’accanimento terapeutico, rimando alla struggente  e monumentale lettera di Piergiorgio Welby al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Sono aperto ad eventuali suggerimenti per altre idee di giornate nazionali.

Un caro saluto, e vi auguro di passare una buona giornata nazionale degli stati vegetativi.

P.S.: dimenticavo:

4) Giornata nazionale delle malattie genetiche e degenerative (detta anche giornata nazionale del Medioevo), perché fare ricerca sulle cellule staminali embrionali è un abominio;

5) Giornata nazionale della difesa dell’embrione, perché tu donna, se proprio vuoi andare contro natura, devi soffrire e farti impiantare solo tre embrioni alla volta. Se poi non funziona, vai con un altro ciclo di ormoni;

6) Giornata nazionale delle malattie incurabili alla nascita, perché fare la diagnosi preimpianto degli embrioni è eugenetica;

7) Giornata nazionale del dolore fisico, giustamente meritato dalle donne che abortiscono. Troppo facile infatti sarebbe usare la pillola abortiva Ru486: devono soffrire! Sotto i ferri di un chirurgo (quando ne trovano uno che non sia obbiettore di coscienza) oppure sotto i ferri da calza di una mammana (perché tra poco l’aborto sarà illegale!).

Segnalo il post “Il contagio della libertà” del blog Metilparaben che ricorda delle splendide parole di Beppino Englaro:

“Ho notato, con amarezza, che le persone restie ai condizionamenti – delle quali Eluana era una evidente esemplare – vengono mal tollerate dalla nostra società perché, reclamando l’esercizio delle loro libertà fondamentali, sovvertono l’ordine prestabilito, e questo infastidisce e spaventa. Non si coglie che essi sono una ricchezza per la collettività, uno sprone al pensare da sé, un contributo al pacifico e prezioso fermento civile. Forse si teme il contagio che la libertà, come l’allegria, sanno muovere tra le persone dalle sensibilità affini.”

Grazie ancora a Beppino Englaro, per le sue parole; per il suo coraggio; per la sua battaglia di civiltà e di amore; per l’esempio che ci ha dato.

 

 

 

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2 responses to “La giornata nazionale degli stati vegetativi

  1. Massimo "The Queenslander" Micaroni

    nell’articolo leggevo: “(Vuoi mettere quanti più soldi si fanno con questi trattamenti ospedalieri?)”
    e proprio qui sta tutto il nocciolo della questione… ma credete veramente che a qualcuno interessi se un malato terminale torni a vivere una vita normale? O almeno e non essere piu’ terminale? io le ho viste le vite delle famiglie in cui si vive una sofferenza tale che ti porta a diventare un’ameba te stessa. La vita, si chiama tale, perche’ ha origine e poi cessa, presto o tardi cessa, capito Berlusconi??? Non si vive in eterno, checche’ il Vaticano predichi…
    siamo vivi, e la vita ce la vogliamo godere fino in fondo, che poi non torna piu’.
    L’altro giorno ho chiesto a un prete come mai nella preghiera del Padre nostro (che e’ un inno al creatore che viene osannato e a cui si chiedono grazie) si chieda anche di “Non indurci in tentazione”. QUesti mi ha detto che e’ una frase che va interpretato… BASITO!!! Io alle elementari imparava a fare l’analissi grammaticale e nessuna interpretazione mi porta a concludere se non che e’ Dio che ci induce in tentazione, come affermano i Vangeli apocrifi che la CHiesa abiura…
    sto deviando dal discorso…
    era solo per dire che il vero problema sono Soldi+ Vaticano… una miscela che ha portato il nostro ex-bel paese alla rovina, dove un pedofilo-p2ista-corruttore-traditore, etc.etc. che dovrebbe essere scomunicato dalla chiesa cattolica, viene invece invitato in occasione della perdonanza celestiniana all’Aquila dalle alte cariche ecclesiastiche. QUindi io dico, se vogliamo smetterla di dar retta asti poveracci ipocriti bigotti, dobbiamo mettere a ferro e fuoco il Vaticano, altro che giornata mondiale di qua e di la… referendum per chiedere l’abolizione dei patti lateranensi, abolizione della regligione cattolica come religione di stato… io voto SI.

    • pasquinando

      Ciao Massimo, grazie per il tuo commento appassionato!
      A proposito di Concordato: mi sa che dobbiamo tenercelo cosi’ com’e’. Lo sai perche’?
      Tra le procedure di revisione, c’e’ scritto che devono essere approvate da entrambi gli Stati.
      Capito?! Non possiamo cambiarlo unilateralmente, a meno di non violare un trattato da noi stessi sottoscritto.
      Tu dirai: ecchissenefrega…!!!
      Forse sono d’accordo con te: se si puo’ esportare la democrazia in Irak o bombardare il Kossovo in “missione di pace”, potremmo ben pulirci il culo con dei trattati fatti da un dittatore (Mussolini) e modificati da un ladro (Craxi).
      (P.S. quante divisioni ha il Papa?)

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