Piero Calamandrei: la Costituzione e la Scuola

Ascoltare dalla sua viva voce il discorso che Piero Calamandrei fece agli studenti  di Milano nel 1955 è un’emozione forte! Un’emozione forte perché invece di sentire un giurista dare sfoggio della sua erudizione, si sente la voce di un uomo forte e appassionato, un uomo immediatamente vicino a noi per le sue parole chiare e per quel suo accento toscanaccio!!

Per certi versi, fa venire in mente Sandro Pertini. Già, Pertini: un altro esempio di uomo politico generoso e appassionato, come pochi ne vediamo di questi tempi (e facciamo persino fatica a ricordare che un tempo ce ne siano stati…).

Calamandrei parla della Costituzione Italiana. Ma non è un discorso trito: tutt’altro! Come egli fa notare, ed è bene per tutti noi tenerlo in mente, la Costituzione è sì un’affermazione di principi e di ideali, ma è soprattutto un progetto ed un impegno a realizzarli. Non solo: è il testamento di quanti sono morti per stabilire quei diritti. Per questo dobbiamo pensare alla Costituzione come se fosse un’automobile: se vogliamo farla funzionare, dobbiamo mettere ogni giorno del carburante. E il carburante è la nostra partecipazione attiva alla vita delle istituzioni, è la vigilanza contro gli attacchi ai diritti, è l’impegno di ognuno di noi a realizzare equità e coesione sociale. (“[…] rendersi conto, questa è una delle gioie della vita, rendersi conto che ognuno di noi nel mondo non è solo )

C’è anche spazio per una storiella che fa sorridere, ma ha in realtà un intento didascalico e serve a stigmatizzare l’indifferentismo per la politica: la storia del piroscafo che sta per affondare (ma non ve la racconto: ascoltatela dalla sua voce…)

 

Un’altro memorabile discorso fu quello tenuto al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950 (recentemente riportato in questo post di Nuda Verità).

Questo discorso si incardina su due concetti fondamentali e sicuramente ancora validi per noi oggi. Li citerò in ordine invertito: la scuola pubblica è un organo costituzionale perché permette la formazione di tutti i cittadini e quindi garantisce una delle condizioni per l’effettiva realizzazione della società democratica. Ecco perché lo Stato deve vigilare affinché la scuola pubblica rimanga forte e libera da condizionamenti.

Il secondo nucleo, la parte più appassionante e profetica del discorso, è la descrizione di come un governo che volesse rispettare formalmente la Costituzione possa arrivare ad instaurare delle scuole di partito: semplicemente strangolando la scuola pubblica e favorendo quella privata!

Da questi discorsi  si capisce come l’attenzione per le grandi figure del nostro passato non è un un vezzo o una curiosità storica: è la benzina di cui abbiamo bisogno per capire il presente e, speriamo, per migliorare il futuro!

Grazie Calamandrei.

 

 

 

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