La violenza e l’indifferenza

(foto: Riccardo Siano)

 

C’è un’escalation di violenza in Italia. Non ho statistiche alla mano, ma ciò che mi ha colpito delle cronache degli ultimi giorni è il manifestarsi di una violenza smodata per futili motivi: A Milano, un tassista ridotto in fin di vita per aver investito un cane; a Roma, una donna è in coma per una lite su di un biglietto della Metro!

È fin troppo facile notare che simili episodi sono un sintomo di un malessere sociale che ha le sue cause nella crisi economica che porta a impoverimento e frustrazione, ma anche nella crisi politica e morale del nostro paese, dove ormai tutte le regole vengono calpestate, dalle garanzie  sindacali fino ai principi costituzionali. La gente è incattivita per l’assenza di equità sociale, per l’assenza di stato di diritto, ma soprattutto per l’assenza di futuro  e di prospettive. I nostri peggiori politici  aggravano la situazione addossando le colpe agli immigrati, e incoraggiando, anche all’interno delle forze dell’ordine, un tale spregio dei diritti umani da lasciare senza parole. Mi riferisco a tutti quei casi di repressione brutale del dissenso o ai respingimenti in mare di disperati. L’odio genera odio.

Ma l’aspetto che mi ha colpito di più, molto di più della violenza, è l’indifferenza, anch’essa sintomo di un ripiegmento su se stessi. Ho visto il video della donna colpita e sono rimasto agghiacciato dall’assenza di reazione dei passanti alla vista di quella donna riversa a terra, probabilmente rantolante. E mi sono ricordato di tutti quei video analoghi, in cui si vedeva un uomo moribondo, o morto, a terra, e i passanti facevano finta di niente. Oppure di quando a Torregaveta annegarono le due bambine Rom e i bagnanti continuarono a prendere il sole e a pranzare indisturbati vicino ai corpicini pietosamente coperti da asciugamani…

Tutto ciò è inaccettabile e deprimente. La disgregazione di quelli che un tempo erano valori millenari e condivisi è totale se oggi dobbiamo preoccuparci di riaffermare che bisogna prestare soccorso a chi è in difficoltà. Non è solo una questione di mutuo beneficio e di coesione sociale:  è in gioco quella che io ritengo la parte più profonda e fondante della nostra scala di valori: è in gioco la nostra umanità.

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