La condizione delle donne

Nel giorno successivo al triste epilogo dell’ultimo caso di cronaca nera che vede come vittima una donna, Sarah Scazzi, invito alla lettura del post di Beppe GrilloL’Italia e lo zio di Sarah“.

Devo dire che, alla lettura delle circostanze della morte di Sarah, sono stato preso da quegli stessi sentimenti e amare considerazioni che Beppe Grillo ha espresso così bene, con graffiante maestria e come un pugno nello stomaco, nel suo blog, ma poi, preso dallo sconforto, avevo deciso di non scrivere niente.

Tanto di cappello a Grillo per aver saputo toccare, nella sua drammatica denuncia, accenti lirici e scandalosamente umani che ricordano l’insegnamento di un grande uomo del nostro passato (ma attuale per la sua profetica visione): Pier Paolo Pasolini.

Per uno come me, che ha a cuore le sorti della società italiana, le tematiche dei diritti umani, delle minoranze e delle discriminazioni, la condizione delle donne è un tema molto importante e sul quale c’è ancora molto da dire e, soprattutto,  molto da fare. Non posso che raccomandare anche qui l’ottimo documentario di Lorella Zanardo: “Il corpo delle donne“.

Rimando al mio post: “Mignotte in parlamento!!” per un’analisi del caso particolare del malcostume politico italiano di sfruttare le donne per fini elettorali o per la soddisfazione di appetiti sessuali.

Ma più in generale, il trattamento che riserviamo alle fasce deboli , siano esse le donne, gli anziani, i disabili o gli immigrati, definisce lo stato di maturità della nostra società. I diritti e le tutele sono tutti scritti e acquisiti sulla carta, sia nella Costituzione che nelle varie leggi ordinarie, ma bisogna fare ancora molto affinché questi diritti diventino reali e si diffondano innanzitutto nella mentalità della gente piuttosto che nelle aule dei tribunali.

Nel combattere questa battaglia dobbiamo ricordare che ci scontriamo con una cultura e una mentalità che hanno radici millenarie, quindi non è facile il compito che ci prefiggiamo.

Ma cambiare si può, cambiare si deve.

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