Cronache da un mondo sconnesso

 

Le cronache di oggi, messe una vicino all’altra, costruiscono un collage preoccupante. Mettendo insieme i pezzi di questo puzzle scopriamo una realtà dal volto deforme, che non solo grida alle nostre coscienze, ma addirittura ferisce per la sua bruttezza il nostro senso estetico:

un peschereccio italiano mitragliato da una motovedetta libica, Maroni spiega:” li avranno scambiati per clandestini” [!!!];

Piero Ricca viene fermato e identificato a Venezia perchè portava ad un comizio leghista  una pericosa provocazione: la bandiera tricolore;

Sarkosy si adira perché l’Unione Europea censura le sue politiche di deportazione dei Rom: “Come si permettono! Non si tratta così un grande stato europeo!” (la grandeur…);

il comune di Adro costruisce una scuola elementare e la tappezza di simboli di partito, il sindaco difende la scelta dicendo che i simboli fanno parte della tradizione;

e aggiungerei, anche se non è un caso fresco di cronaca, la vicenda della Fiat a Pomigliano d’Arco, dove gli operai hanno dovuto rinunciare ai loro diritti sindacali per scongiurare la chiusura dello stabilimento con delocalizzazione della produzione nell’Est Europa.

Cos’hanno in comune queste notizie? Perché una richiama l’altra, in un unico filo rosso che riconosciamo e che vorremmo non sapere dove va a finire??

Ciò che ferisce in queste notizie è la rottura di qualcosa di molto profondo e di molto importante: il principio di umanità e, in secondo luogo, il principio di libertà.

Un peschereccio viene mitragliato: succede, possono verificarsi errori nel controllo dei confini anche fra Stati amici. Ma è la spiegazione del nostro Ministro degli Interni che fa rabbrividire e che sembra ammettere che la prassi sia sparare sui clandestini in mare. Ma ancora più sconcertante è il candore con il quale egli dichiara certe atrocità, il senso di impunità e, addirittura l’ammiccamento a quella parte di opinione pubblica che sicuramente approva le maniere forti contro i clandestini.  A cosa si sono abituate le nostre povere orecchie…? Questa vicenda ci parla di più del nostro degrado* di quanto non ci  riveli sulle nostre (tragicomiche) relazioni internazionali.

(*non è la prima volta che questo accade: rimando al mio post di un anno fa sulla tragedia degli Eritrei morti di fame in mare).

Piero Ricca viene fermato a Venezia perché porta la bandiera italiana in un comizio della Lega: la libertà…! Oggi in Italia non possiamo manifestare il nostro attaccamento all’unità nazionale perché questo viene considerato come una minacciosa provocazione nei confronti della Lega, partito secessionista che sta nella maggioranza di governo. Ma voglio andare al di là delle idee, sbagliate o giuste che siano, non ha importanza: quel che è importante è che si stanno progressivamente restringendo gli spazi di libertà per manifestarle, e questo è insopportabile e pericoloso!! (a tal proposito, rimando ad un mio precedente post sulla libertà di fischiare).

Nicolas Sarkozy da mesi sta attuando una politica di “rimpatrio”  dei Rom su base etnica. QUESTO NON SI PUO’ FARE!!! E’ ESPLICITAMENTE VIETATO DALLA CARTA EUROPEA SUI DIRITTI FONDAMENTALI!!! Come giustamente ha rimarcato, infuriata, la vicepresidente della Commissione Europea Viviane Reding, della quale voglio citare letteralmente le parole: “Sembra che le persone siano espulse da uno Stato membro della Ue soltanto perché appartengono a una certa minoranza etnica. Pensavo che l’Europa non sarebbe stata più testimone di questo tipo di situazioni dopo la seconda guerra mondiale”. Ma anche se non fosse stato scritto in nessun accordo, ci rendiamo conto di cosa vuol dire quando UNO STATO attua delle politiche discriminatorie contro un gruppo etnico? Ricorda forse qualcosa…?? (A proposito di Rom, invito alla visione del documentario “Rom bastardo“, che parla con notevole sensibilità e profondità del mondo dei Rom e degli odiosi pregiudizi di cui sono vittime)

La scuola di Adro. Forse un aneddoto minore. Forse un caso isolato… Ma possiamo lasciar correre? Una scuola elementare ricoperta di simboli leghisti, cosa vuol dire? Possiamo tollerare che un edificio pubblico diventi portatore di simboli di un partito politico? L’identificazione fra Stato e partito si chiama totalitarismo, ed anche se ciò è limitato ad un solo comune non possiamo tollerarlo all’interno della nostra democrazia. In più, come faceva notare Luca Telese, l’aver subdolamente introdotto simboli politici in una scuola elementare vuol dire cercare di plagiare i bambini per fini politici, e questo non solo è intollerabile, ma disgustoso. Bisogna avere il coraggio di incazzarci e anche di insultare in malo modo chi si rende responsabile di queste bassezze.

Ultima tessera: la vertenza di Pomigliano. La FIAT, quasi un’azienda di stato per tutte le sovvenzioni che ha ricevuto per decenni, sgravi fiscali, incentivi, casse integrazioni, e quant’altro… Ora si sveglia e decide che invece ragiona con le logiche del capitalismo puro e allora i lavoratori devono accettare nuove regole sulla flessibilità degli orari, sul diritto di sciopero, sui salari e sui contratti. Il tutto in violazione dell’attuale Diritto del Lavoro, ritenuto obsoleto da Marchionne. Io capisco che la concorrenza internazionale e la contrazione del mercato automobilistico pongano dei seri problemi alla FIAT. Ma questi sono problemi dell’intero sistema paese e andrebbero affrontati con spirito di cooperazione tra tutte le parti interessate, come si conviene ad una azienda che si è sempre fortemente appoggiata allo Stato. E invece no: andate tutti a morire ammazzati! O vi piegate fino a diventare schiavi oppure sarete buttati in mezzo a una strada, insieme alle vostre famiglie. Il principio di umanità

Ma tutto questo è necessario? C’è qualcosa che non va negli ultimi tempi, oppure è sempre stato così? Forse le pulsioni anti-libertarie, totalitarie e anti-umanitarie ci sono sempre state e costante deve essere lo sforzo per ricacciarle indietro ogni volta. Dobbiamo restare vigili e non arrenderci mai alla disumanità.

Augurii.

 

 

 

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